Delle Paralimpiadi non parla nessuno? Leggete e girate le pagine, dai

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La prima pagina del 15 settembre 2016

Mi tocca incazzarmi. Dico la verità, il giorno dei giramenti di palle è stato quello del 15 settembre, dopo i 5 ori vinti dall’Italia paralimpica a Rio de Janeiro. Ma non ho scritto niente. Mi sono calmata e lo faccio oggi a mente lucida.
In prima pagina, la Gazzetta dello Sport ha messo in testa, in alto, le vittorie di Alex Zanardi, Bebe Vio, Luca Mazzone, Vittorio Podestà e Assunta Legnante. Sotto c’era Higuain, bello in grande, e la Juventus “pareggiante” in Champions League. E ho letto talmente tanti commenti scandalizzati dalle solite troiate che, davvero, avrei preso un aereo da Rio e sarei venuta in Italia per darvi un sacco di schiaffi morali a tutti quanti.

“Ancora calcio, nonostante gli ori!”
“Perchè non mettere al centro i paralimpici?”
“La Gazzetta non cambierà mai”.

Ora, ve lo spiego brevemente: la Juve che pareggia in Champions non si batte. Sapete a cosa serve la prima pagina, sì? A vendere. Non a trastullarsi per dire “Oh, toh! Va’ a cosa danno importanza quelli della Gazzetta oggi!”. E se la Juve pareggia in Champions, ci sta – senza ombra di dubbio – che al centro della prima ci vada lei. Sapete  quante persone seguono il calcio in Italia e quanti sono gli juventini? Tanto più che la Juve che va male è gioia per chi tifa le altre squadre. Quella pagina è una meraviglia perchè i paralimpici ci sono e son ben visibili. La competizione con il calcio non può esistere, perchè diversi sono i numeri. Cominciate a riempire i palazzetti, i velodromi, le piscine (tutte, non una) dove si svolgono le gare paralimpiche. Poi, vedrete che ne riparliamo.

“Paralimpiadi solo a pagina 34”
Vi si rompe il gomito a girare le pagine fino alla 34? No, dico. Che sia a pagina 2 o a pagina 34, a voi che differenza fa?

La verità è che i contenuti, sulla carta e soprattutto sul sito di gazzetta.it, ci sono stati in queste due settimane. Eccome.  Anche caroselli in homepage. La copertura è stata in-fi-ni-ta.

Certo, se non si vuole fare lo sforzo di girare le pagine e si cerca solo l’apparenza della prima pagina, beh, stiamo parlando due lingue diverse. La maggior parte di chi si lamenta, probabilmente, non ha letto un granchè. E la pagina 34, così come la parte alta della prima pagina, sono una conquista immensa. Ma è chiaro che in Italia vale di più un lamento per quello che non si fa, piuttosto che la gioia di un piccolo grande passo. Questo, per esempio, quello di lamentarsi sempre, di lagnarsi, non è lo spirito paralimpico. Andate a leggervi tutti i pezzi fatti sulla sezione “Paralimpici” di gazzetta. Magari avrete meno tempo per lamentarvi. Ne gioverà il vostro fisico e la vostra mente. Come faceste sport, davvero. Auguri.

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