Fertility Day – La malizia è negli occhi di chi guarda

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Stili di vita scorretti e mancato equilibrio comunicativo

Premesso che Beatrice Lorenzin, l’intero Ministero e l’agenzia creativa che si sta occupando delle campagne pubblicitarie del Fertility Day hanno appurato di avere qualche problema con l’equilibrio comunicativo, ecco, mi spiace ma nel caso della seconda campagna, quella della abitudini sane che ti aiuterebbero a procreare, stiamo toppando tutti.

In alto, la razza ariana – non è la nostra, quella d’Italia, per altro – che, senza fare un cazzo di niente, farà figli con furore e ne uscirà gente bionda biondissima (avete notato che quelli lì non sono raffigurati mentre mangiano bene o fanno sport ma proprio mentre non fanno una fava?). In basso, un mix culturale che beve, fuma, bla bla bla, con capelli ricci e la pelle scura.

Allora, a parte lo schifale visivo, i colori, la grafica e tutto il resto, se noi fossimo realmente liberi come vorremmo far credere, se fossimo veramente convinti che quella multietnica è la nostra società del presente, beh, nell’immagine in alto avremmo visto gente che non fa niente e che sorride pensando di trombare, mentre in basso avremmo visto delle sigarette, delle birre. E non gente di un altro colore. La malizia, tante volte, sta negli occhi di chi guarda.

Buone abitudini fertilità
Le buone abitudini: non fare un cazzo.

E’ evidente che c’è ancora del lavoro da fare. E questa volta dobbiamo guardarci allo specchio e non puntare il dito contro Lorenzin e compagni. Che speriamo si dedichino ad altro e non più a campagne creative e a pubblicità progresso. Ciao a tutti, eh. Ciao ciao.

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