gianfelice

Il dono è la vita

Sull’argomento ho vissuto e letto. E ho letto di chi ha vissuto e ne ha scritto. Anche se, personalmente, non ho mai buttato giù mezzo rigo che avesse come titolo la parola “cancro”. L’altro giorno, prima che scoppiasse un caso intorno alla Toffa, mi è ricapitata in mano questa pagina per puro caso e parlo di un libro che ho letto almeno sei anni fa.

Il punto è che dipende da quanto ci vai dentro alle cose, da quanto hai voglia di farle uscire e da quale aspetto hai deciso di approfondire pur sapendo che un argomento come questo non si esaurisce certo in un libro o in cento o in mille. In fondo, parlare di cancro è parlare della morte e parlare della morte è, a sua volta, parlare della vita, su questo non ci sono dubbi: si esaurirà mai questo argomento? No.

Un tweet di presentazione di un libro, perdonatemi tanto, ma non sarà mai abbastanza per provare a raccontare l’odore di un hospice, in qualsiasi modo lo si viva. Per il resto, ognuno legge quel che vuole e quel che può. Io nelle parole della Toffa vedo della goffaggine, un tentativo di “dai che ce la fai” che non ho mai amato ma per il quale non la condanno di certo (non amo neanche il “la sua vita l’ha fatta” o “ha smesso di soffrire” per dirne un paio che van per la maggiore. Ma mica mando affanculo chi dice queste frasi e mica sono in pochi, tra l’altro). Non ci ho letto nulla di omeopatico, per dirvela breve, né alcun trattato di stregoneria secondo il quale “anche solo se si vuole si può”: ci ho letto il “dai che ce la fai e se non ce la fai provaci comunque, io ce l’ho fatta, dai dai dai” che a pensarci bene è meglio di un “devi morire”. Pensare poi che lo stia facendo per vendere il libro, bo, non ci ho creduto manco per sbaglio. In fondo in quel che dicono gli altri ci leggiamo le nostre paure, ci mettiamo dentro le nostre debolezze, le nostre storie e i nostri vizi peggiori. Per il resto, per raccontare la vita ci vuole anche un pizzico di talento. In questa pagina qui sotto, c’è. Poi lo so che il dono è la vita. Ma neanche sta cosa è sempre condivisa, pensa un po’.

– “Se no che gente saremmo” di Gianfelice Facchetti –

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