binari

Poesie dai binari del treno

Poesie a #RiminiFiera.

Treno per Bologna in ritardo di 20 minuti, panico da “oddio dov’è la mia carrozza, in testa o in coda, in testa o in coda?”, gente che cambia direzione di 180° che manco Ronaldo, quello più forte, prima del ginocchio. In questa quinta da Apocalisse, il controllore invisibile pensa bene di metter fretta all’orda che ride, urla, impazzisce: soffia nel suo fischietto allegramente e lo fa tre volte.

Insurrezione. “Zitto te ne devi stare!” spiega il primo uomo corpulento parlando col treno appena giunto. “Ti metto le mani addosso!” aggiunge severa ma giusta una 50enne educata in tacchi e bel vestito con falcate da due metri l’una (sempre rivolgendosi ai binari). La gente corre, saltella sul posto, è trance agonistica. Stupenda Italia dei trasporti. Stupenda. Avrei pagato per vedere la scena da dentro il treno. Peccato.

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