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La cattiveria che Milano

La cattiveria gratuita che riesce a raccogliere Milano quando qualcuno prova solo ad accennarle un complimento è imbarazzante. Ammiro la sua capacità di fottersene dei giudizi altrui, quella sua attitudine grande ad andare avanti a testa alta e veloce godendo della propria imperfezione con una non comune ironia. La ammiro, infine, per quelle sue porte da sempre aperte per tutti, ingrati compresi, spalancate giornalmente senza troppo clamore. E la stimo per quella santa pazienza che ogni volta sa tirare fuori quando le si nega una evidente e immensa bellezza. 

Ps: ho avuto la brillante idea di leggere, mentre facevo pipì, i commenti alla notizia di Milano come prima città italiana nella classifica della qualità della vita del Sole24Ore. Santo cielo, che peso, oh. Non ho intenzione di riportarli. Se volete rovinarvi la pipì, cercateli.

binari

Poesie dai binari del treno

Poesie a #RiminiFiera.

Treno per Bologna in ritardo di 20 minuti, panico da “oddio dov’è la mia carrozza, in testa o in coda, in testa o in coda?”, gente che cambia direzione di 180° che manco Ronaldo, quello più forte, prima del ginocchio. In questa quinta da Apocalisse, il controllore invisibile pensa bene di metter fretta all’orda che ride, urla, impazzisce: soffia nel suo fischietto allegramente e lo fa tre volte.

Insurrezione. “Zitto te ne devi stare!” spiega il primo uomo corpulento parlando col treno appena giunto. “Ti metto le mani addosso!” aggiunge severa ma giusta una 50enne educata in tacchi e bel vestito con falcate da due metri l’una (sempre rivolgendosi ai binari). La gente corre, saltella sul posto, è trance agonistica. Stupenda Italia dei trasporti. Stupenda. Avrei pagato per vedere la scena da dentro il treno. Peccato.

VITA DA BADANTE – Vai a letto che è tardi

nonna ok

Vita da Badante | #dinotte
1.30 di notte. Scendo a prendere l’acqua. Trovo mia nonna che manovra i telcomandi di Sky e tv come fosse un magazziniere classe 1962 col muletto. Mi guarda e, quasi incazzata, mi dice: “Ma la Fiorentina?”. “Ha vinto”. “Eh, si sapeva! Vai a letto!”.
E stamattina mi ha accolto con un “Ciao Gloria”.
#BuongiornoNonna

Open e molto più di un libro. Forse un insegnamento

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Andre Agassi Open

Lo devo ammettere senza riserve. “Open” è un bel libro, eh. Ma mi aspettavo di finirlo in pochi giorni, quasi ore – per tutti quelli che lo hanno letto è stato così, diamine! – e invece a me è andato via lento. Lento come non  mai, di pagina in pagina, di riga in riga. Ma se c’è una cosa che ho imparato, da lettrice, è proprio questa: che i libri capitano nella vita e che non sempre è colpa loro se non te li divori, se non ti piacciono. Bisogna essere in due, come nell’amore: ci sei tu, il lettore, e c’è il libro. E si vede che per “Open” avevo bisogno di tempo. Del mio tempo. Read more